martedì 17 marzo 2009

Ragusa: cani che sbranano

Chiunque sia stato in Sicilia e sia amante degli animali e dei cani in particolare, non può non aver notato che il randagismo è dilagante. Ricordo che mi ha stupito grandemente il notare che vicino ai cassonetti giravano cani smilzi e malaticci in cerca di cibo quando ho avuto modo di andarci qualche anno fa. Non avevo mai visto scene simili prima d'allora. Durante tutta la mia vita ho vissuto in luoghi in ho avuto modo di apprezzare il rispetto e la dedizione verso ogni forma animale, cani compresi, e trovandomi in Sicilia, non ho potuto evitare di richiamare l'attenzione dei cani randagi che portavano con sè dei cuccioli meravigliosi, ma infinitamente tristi, tuttavia non mi è riuscito di avvicinarli, perchè erano troppo impauriti dall'uomo. Non tutti infatti li trattavano bene. Molti li "tolleravano", ma dando loro la stessa considerazione che si dà ai ratti, li temevano, perché già allora la situazione era fuori controllo. Ogni padrone di cane sa che il cane vive letteralmente per il "padrone", in caso di pericolo infatti è pronto a sacrificare la propria vita per lui e credo che difficilmente nel regno animale sia possibile trovare una relazione tanto stretta tra uomo e animale come quella tra l'uomo ed il cane. Certo ci sono razze di cani che sono state selezionate per diventare più aggressive, ma i cani randagi sono perlopiù meticci ed i meticci sono i più intelligenti. I fatti di Ragusa dimostrano soltanto che l'uomo ha fallito nei confronti del cane, non l'ha amato, protetto e onorato come doveva, ora però, laddove ha combinato un guaio, ripara uccidendoli in massa. Che belli che siamo!

Nessun commento: