mercoledì 18 marzo 2009
D'Urban's
Scusate, piccolo gioco di parole per dire che oggi vorrei parlare degli urbani, noi, e dell'urbanizzazione: venendo ad abitare a Padova, più di qualche annetto fa ormai, ricordo che mi stupiva il fatto che non esistessero parchi per bimbi, animali o adulti adeguatamente attrezzati e curati. Dove avevo vissuto io c'è un immenso parco con varie zone adibite a varie attività: le stradine sono larghe a sufficienza per far scorazzare i ragazzi anche sui roller-blades, ci sono passeggiate lungo boschi, il thé-dansant per gli anziani, un supermercato per gli acquist del week-end, gli scivoli per i bimbi, un lago artificiale per le specie acquatiche, un grande terrazzo per pranzare con la famiglia all'aperto, un boschetto in cui gli uccellini ti mangiano dalla mano, il minigolf, campi da calcio, basket e volley, laghetti e prati che ti fanno avvicinare alle coltivazioni bio e le varie piante con le targhe recanti i loro nomi e le relative proprietà. Le zone verdi in città sono tantissime e lungo ogni marciapiede ci sono vari cestini della spazzatura.Anni luce dalla realtà italiana, anni luce!!! Possibile che in Italia non si sia mai riusciti a creare qualcosa di bello? Eppure di tasse se ne sono raccolte pure qua, le tangenti per la costruzione di infinite cazzate si sono sempre trovate... Spesso ho scorto nell'italiano un profondo senso di sconfitta, l'accettazione di una realtà che è ormai impossibile cambiare, la consapevolezza, forse errata, che non ha più senso spendersi per una patria che è al tracollo. Il mio sogno invece è questo: immaginiamo che l'economia dovesse crollare e che per un solo attimo si avesse la possibilità di dare una svolta a questa triste Italia, che potessimo per così dire sorgere dalle proprie ceneri. Voglio sperare e credere ancora che possiamo sederci a tavolino e mettere insieme le menti più eccelse, creative e fantasiose per ricominciare da capo in un modo del tutto nuovo, utile, sano, bello, accessibile a tutti, curativo, pacifico, multiforme, comodo e meraviglioso. A tale proposito vi dò due consigli: leggete il libro sulla permacultura di Bill Mollison (Il termine di "permacoltura" deriva dall'inglese "permanent agriculture" che in italiano significa "agricoltura permanente". Questo modello di agricoltura è stato sviluppato intorno al 1978 da Bill Mollison in Australia. Dopo aver praticato i più disparati lavori, studiato psicologia e pianificazione ambientale, Mollison si dedicò allo sviluppo del concetto di permacoltura, compiendo numerose ricerche soprattutto tra gli aborigeni) e/o guardate il link a "Suburbia", di Howard James Kunstler, su you tube a destra, un breve, ma simpaticissimo intervento sull'urbanizzazione scorretta americana, cioè su come non ha MAI PIu' senso costruire. Ciao
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento