Grazie a Sara che me ne ha parlato, oggi voglio condividere con voi un articolo su quanto sta facendo la chiesa cattolica italiana per le famiglie più disagiate. L'articolo non l'ho scritto io quindi. Se voleste leggervelo per esteso, andate sul sito dell'ArcipelagoVeneto. Buona lettura:
L’accordo che stanno pubblicizzando come se fosse una grande iniziativa benefica (clicca qui), ha come unici e veri beneficiari la CEI stessa e i soci di ABI (le banche, appunto…). Qualche numero tanto per riassumere brevemente il quadro della situazione:
1 - I 30 milioni saranno raccolti tra i fedeli (NON sono messi a disposizione della CEI, nè dall’ABI)
2 - I prestiti erogati dalle banche dovranno essere restituiti con l’interesse del 4,5 annuo in max 5 anni (significa che la banche che eroga 6.000 euro alla singola famiglia in difficoltà, incasserà, circa, 6.711,49 euro, con un utile dell’11,7%)
3 - L’ABI, nella sua magnanimità, ha fatto sapere che con un fondo di garanzia pari a 30 milioni di euro, erogherà finanziamenti (attenzione, si tratta di veri e propri prestiti, da restituire), per un importo complessivo pari a 300 milioni.
In definitiva, se tutti i 300 milioni saranno prestati a famiglie bisognose, le banche socie di ABI guadagneranno dall’operazione oltre 35 milioni di euro di interessi!!!
Ma non è finita qui! Dato che alla conclusione dell’operazione, il fondo di garanzia di 30 milioni di euro verrà restituito alla CEI, (dato che su questo importo l’ABI non corrisponderà nessun interesse), avremo questo risultato, nel 2015 (cioè alla scadenza dell’operazione CEI-ABI):
CEI risultato operativo: +30 milioni di euro
ABI risultato operativo: +35 milioni di euro
50.000 famiglie italiane in difficoltà, senza lavoro, con figli a carico, bollette da pagare: -711,49 euro di interessi passivi sul finanziamento di 6.000 euro ricevuto dalla banca.
Molto tempo fa, si dice che un uomo ebbe il coraggio di ergersi, da solo, contro i mercanti che avevano fatto del tempio la sede dei loro affari.
Quell’uomo disse parole molto dure contro quei mercanti e fu talmente autorevole che i mercanti si vergognarono di come avevano usurpato il tempio e uscirono abbandonando le proprie mercanzie. Ancora oggi quelle gesta sono ricordate e venerate come una potentissima indicazione sul fatto che il tempio non può essere usato per un vantaggio egoistico personale, ma solo per il benessere spirituale di tutta la comunità.
Ti sei mai fatto questa domanda: Se oggi un uomo ripetesse quelle gesta, cosa accadrebbe?
Nulla, penseresti, perchè oggi i templi sono venerati e rispettati ed i mercanti non li utilizzano per i loro affari.
Sei sicuro? Ne sei proprio sicuro?
Il vero problema è che oggi i mercanti non vanno al tempio per fare i loro affari, è il tempio che va dai mercanti e gli affari sono sotto gli occhi di tutti, a vantaggio di chi è già ricco e a danno dei più deboli e dei più poveri (clicca qui)
E TUTTO CIO’ LO HANNO DEFINITO “SERVIZIO”, “BENEDIZIONE”, “AMORE”, “GRAZIA”, “LITURGIA” (clicca qui per leggere le parole del presidente della CEI)!
Quale indicibile abominio!
Ma sai qual’è la cosa che mi fa stare più male? Il pensiero che se Gesù Cristo venisse oggi a scacciare i mercanti dal tempio, farebbe la figura del pirla, deriso e sbeffeggiato, se non additato come pazzo o pericoloso sovversivo…
Questo mi fa stare davvero male!!!!
Nessun commento:
Posta un commento